Mutui, cosa cambia con le nuove regole Ue

Contrarre un mutuo dovrebbe essere più facile ora dopo che si sono messi in moto gli studiosi dell’Unione Europea per attuare nuove normative che dovrebbero facilitare il mercato unico, ampliare la concorrenza e ingrandire il mercato sia degli stessi istituti di credito che dei consumatori.

Una mossa che dovrebbe rendere la vita più facile a quei cittadini o aziende che si avventurano alla ricerca della possibilità di ottenere una linea di credito dagli istituti finanziari. Quindi Commissione, Consiglio e Parlamento europeo sono arrivati ad un accordo che dovrà essere votato nei prossimi mesi da Parlamento e Consiglio. Poi la palla passerà ai Paesi Membri che avranno due anni per recepirla e farla diventare legge.

Le nuove regole assicureranno a tutti i cittadini che necessitino di un mutuo, informazioni approfondite e complete sia sui costi che sui rischi dell’indebitamento, in modo da poter scegliere in modo consapevole il mutuo più adatto alle proprie esigenze e al minor prezzo. Saranno, inoltre, introdotti per la prima volta standard europei per la valutazione della solvibilità dei credito e, in caso di valutazione negativa, i creditori non saranno più autorizzati a distribuire i crediti ipotecari.

Le stime immobiliari, poi, dovranno essere standardizzate, rispettando i principi in linea con il Financial Stability Board. Per tutelare inoltre i consumatori, l’Unione europea ha pensato di introdurre un periodo di tempo di almeno sette giorni durante il quale il cliente può decidere se firmare l’accordo per il mutuo o eventualmente rescindere il contratto dopo averlo già stipulato (a seconda dei diversi sistemi giuridici).

Tra le altre novità, gli istituti bancari e gli intermediari creditizi dovranno dare ai clienti un documento (Esis), uguale per tutti i Paesi europei, con informazioni dettagliate sulle caratteristiche del prestito in offerta, compresi i rischi legati ad esso (ad esempio il tasso variabile o i prestiti in valuta straniera), cosicchè i clienti potranno confrontare le varie offerte di credito per trovare quella più conveniente; le banche non potranno più effettuare vendite abbinate, cioè obbligare i clienti ad acquistare altri servizi o prodotti finanziari insieme al contratto di mutuo; e il personale dovrà avere le conoscenze e le competenze adeguate in modo da fornire precise informazioni durante la fase precontrattuale e di consulenza.

Mutui Casa: Rata più bassa dopo il taglio dei tassi Bce

Di recente, la Banca Centrale Europea ha tagliato i tassi dallo 0,75 allo 0,50% e di conseguenza anche le rate dei mutui casa in corso e, probabilmente, anche per quelle di un nuovo mutuo avranno una riduzione. In che misura?

Di seguito troviamo una simulazione effettuata considerando un mutuo per l’acquisto della casa, sottoscritto da un impiegato di 35 anni, per un importo di 100 mila euro (l’80% del valore dell’immobile), da restituire in rate mensili in 25 anni.

Nel caso in cui il mutuo sia stato sottoscritto nella versione a tasso fisso, la rata costerebbe oggi circa 598 euro invece che 632 euro, come accadeva a maggio 2012, con un Taeg del 5,24 contro il precedente 5,81%. Questo grazie all’operazione atta dalla Bce, ma anche all’abbassamento dello spread.

Lo stesso mutuo, a tasso variabile, avrebbe una rata oggi di circa 485 euro e un Taeg del 3,22% (505 euro e del 3,59% nel 2012).

Fra le due date, maggio 2012 e maggio 2013, i tassi applicati ai mutui sono rimasti piuttosto stabili, e comunque in calo di circa lo 0,24% a causa dell’abbassamento dello spread. La maggiore convenienza delle condizioni di stipula e il calo dei prezzi delle abitazioni suggerirebbero dunque che è il momento di comprare casa. Il vero ostacolo però è il blocco delle erogazioni da parte delle banche.

Prezzi bassi, tra gli italiani cresce la voglia di comprare casa

Torna la volontà all’acquisto di immobili nel primo trimestre.

In un anno difficile per il mercato immobiliare almeno la percezione degli italiani spinge ad un leggero ottimismo: il primo trimestre del 2013 vede un nuovo aumento del numero di chi pensa sia un buon momento per comprare casa.

La propensione all’acquisto immobiliare torna a salire oltre la soglia psicologica del 50%, arrivando al 55%, ben sei punti percentuali in più rispetto ad un anno fa.

Questo è il primo dato che emerge dalla consueta analisi di Immobiliare.it sull’indice di fiducia dei consumatori.

Cresce di tre punti rispetto all’anno precedente (72%) la percentuale degli italiani che ritengono che non sia un buon momento per vendere.

Quelli convinti che ci siano, oggi, anche buone opportunità per vendere sono il 12% del totale, mentre il 10,5% degli intervistati preferirebbe attendere un altro anno per vendere.

Gli attendisti dal punto di vista dell’acquisto, invece, aumentano di ben 7 punti percentuali: per il 25,2% sarebbe meglio rimandare l’investimento sul mattone di almeno dodici mesi, per assicurarsi che lo scenario sia più stabile.

Per quel che riguarda la percezione dell’andamento dei prezzi degli immobili gli italiani appaiono decisi: oltre il 60% del campione intervistato è convinto che questi caleranno ancora (era solo il 39,3% dodici mesi fa).

Non tutta l’Italia interpreta allo stesso modo l’evoluzione del mercato immobiliare.

Rispetto alla rilevazione di aprile 2012, quasi ogni regione registra un aumento, anche significativo (come nel caso di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Puglia), della propensione all’acquisto immobiliare: le uniche regioni che si scoprono più pessimiste rispetto ad un anno fa sono l’Emilia Romagna e la Basilicata.

Prima in classifica nel primo trimestre 2013 è la regione delle Marche, che guadagna otto posizioni e ben 14 punti percentuali; di contro, in fondo alla classifica troviamo il Trentino Alto Adige (che pure, rispetto ad un anno fa, guadagna 4 punti percentuali) e la Basilicata (con il 50%).

Alcune curiosità: la Calabria è la regione in cui è più alta (arriva al 70%) la percentuale di chi ipotizza un ulteriore calo dei prezzi del mattone, mentre i più convinti che questo sia un buon momento per vendere sono i cittadini dell’Abruzzo.

Costo del denaro: La Bce taglia i tassi allo 0,5%

Tassi d’interesse al minimo storico in Europa. Come atteso dagli operatori finanziari e sfidando ancora una volta i falchi dellaBundesbank, la Banca Centrale Europea guidata da Mario Draghi (presidente) ha tagliato il costo del denaro di un quarto di punto, dallo 0,75% allo 0,50%. Il livello più basso da quando è stato creato l’euro.

Per cercare di risollevare le sorti economiche del Vecchio Continente, stretto dalla morsa della recessione, l’Eurotower ha deciso di proseguire con la politica monetaria espansiva come la Bank of Japan che per problemi diversi (deflazione) sta aumentando notevolemente la massa monetaria e la Federal Reserve che, di concerto con la Casa Bianca, sta cercando di rimettere in moto l’economia a stelle e strisce dove il tasso di disoccupazione, fino allo scorso anno oltre il 10%, sta rientrando ora verso livelli più accettabili: a marzo ha segnato un più stabile 7,7%.

Anche se la sforbiciata era nell’aria, i listini azionari del Vecchio Continente hanno accolto bene la notizia. Dopo una partenza sottotono soprattutto a Parigi e a Londra, le Borse europee viaggiano ora in territorio positivo, eccetto Milano. Mentre l’Ocse ricorda infatti che l’economia italiana dovrebbe flettere dell’1,5% nel 2013, ma apre le porte a una possibile ripresa già quest’anno, il Footsie-Mibdi Piazza Affari quota sotto la parità, a 0,12%, in una seduta in cui gli indici sono piuttosto nervosi condizionati anche dalle prese di beneficio scattate dopo i rialzi dei giorni scorsi, innescati dalla creazione del nuovo governo. Varo che ha sbloccato un pericoloso stallo politico che poteva avere ripercussioni sulla percezione da parte degli investitori internazionali delle stabilità si tutta Eurolandia.

Erano due gli appuntamenti che il mercato attendeva dopo la pausa del primo maggio. Il primo era la riunione, di ieri sera, del Federal Open Market Committee (Fomc), il comitato esecutivo della  Federal Reserve e l’altro la riunione dellla Bce.

Torna il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa

Dal 27 aprile è nuovamente operativo il Fondo di Solidarietà del Ministero dell’Economia istituito per sostenere le famiglie nel pagamento del mutuo per la prima casa. Con il Comunicato stampa n. 56 del 18 aprile 2013, infatti, il MEF ha annunciato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo provvedimento attuativo e di regolamentazione che ha riportato in azione detto Fondo (istituito dalla fine del 2010) a seguito del rifinanziamento di ulteriori 20 milioni di euro disposto col Decreto “Salva Italia”. In pratica, chi ne fa richiesta può ottenere la sospensione fino a 18 mesi del pagamento della rata complessiva del debito contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, con sostegno a carico del Fondo dei costi connessi agli interessi maturati sul mutuo residuo durante il medesimo periodo di sospensione.

Vediamo dunque quali sono i requisiti per poter inoltrare la domanda. Innanzitutto, la sospensione è applicabile a quei mutui di importo erogato non superiore a 250.000 euro, con un ammortamento iniziato da almeno un anno, e con un valore ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) del titolare non oltre la soglia dei 30.000 euro. Inoltre, è necessario che dopo la stipula del mutuo e nei 3 anni antecedenti l’istanza di ammissione al beneficio del Fondo, il mutuatario sia stato interessato da almeno uno dei seguenti eventi:

  • cessazione del rapporto di lavoro subordinato con sussistente stato di disoccupazione, ad esclusione dei casi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni non per giusta causa.
  • cessazione dei rapporti di lavoro ex art. 409, numero 3), del Codice di Procedura Civile (cioè rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale e altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato), ad esclusione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupato;
  • morte o riconoscimento di handicap grave (ai sensi dell’art. 3, co. 3, della Legge n. 104 del 1992), oppure di invalidità civile non inferiore all’80%.

La sospensione non implica alcuna commissione o spesa istruttoria e non richiede il rilascio di garanzie aggiuntive; la domanda potrà riguardare anche mutui che hanno già goduto di differenti misure di sospensione, a condizione che quest’ultima non abbia superato i 18 mesi. Vi sono invece delle circostanze al verificarsi delle quali diviene impossibile ottenere il beneficio in esame, e sono: ritardo nei pagamenti – al momento di inoltro della domanda – superiore a 90 giorni consecutivi, ovvero per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto medesimo (anche attraverso notifica dell’atto di precetto), oppure qualora sia stata iniziata una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato; godimento di agevolazioni pubbliche;  presenza di un’assicurazione che copra il rischio che si verifichino i predetti eventi, purché detta assicurazione assicuri il rimborso almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo di sospensione. Basta quindi che sussista anche una sola di tali circostanze per impedire la concessione dell’aiuto.

Infine, dal punto di vista pratico, le domande possono essere inoltrate (appunto a partire dal 27 aprile, che corrisponde alla data di entrata in vigore del nuovo Regolamento del Fondo) utilizzando la nuova modulista messa a disposizione sul sito del Ministero dell’Economia (www.mef.gov.it) e della CONSAP S.p.A. (www.consap.it), cioè della società che si occupa della gestione del Fondo. La presentazione delle istanze deve essere effettuata direttamente presso la banca o l’intermediario finanziario che ha concesso il mutuo affinchè, dopo aver accertato la correttezza e la completezza delle istanze stesse, detti soggetti procedino ad inoltrarle alla CONSAP perché questa rilasci il nulla osta alla sospensione delle rate. Sarà poi compito della banca, ottenuto il nulla osta, comunicare all’interessato l’avvenuto accoglimento della domanda.

Sospensione rata mutuo prima casa: dal 27 aprile è possibile richiederla

A partire dal 27 aprile torna operativo il fondo di solidarietà per i mutui prima casa del ministero dell’Economia (Mef) che consente la sospensione, fino a 18 mesi, del pagamento dell’intera rata del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.

Il provvedimento è già stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Il Fondo, finanziato dal decreto ‘salva Italia’ con ulteriori 20 milioni di euro, sosterrà i costi relativi agli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo della sospensione. In pratica il fondo ripagherà alla banca il tasso di interesse applicato al mutuo con esclusione della componente di spread.

Il fondo, operativo dalla fine del 2010, ha consentito fino a questo momento la sospensione di circa 6.000 mutui.

Mutui, come riuscire ad ottenerli

Le banche in questi ultimi anni concedono sempre meno finanziamenti e mutui, sempre più preoccupate del rischio insolvenza.

Chi riesce ad accedere ad un mutuo non sempre trova un buon prezzo: in media si ottiene un mutuo per il 70% del valore dell’immobile, mentre il 72% di chi lo ha sottoscritto ha acquistato casa usufruendo di un mutuo e di questi il 45% ha avuto difficoltà ad ottenerlo.

Gli istituti di credito adottano sistemi di prevenzione e di assicurazione che variano in funzione della situazione economica del paese e tendono a limitare problemi di insolvenza dei debitori.

A questo punto, è utile rivolgersi a professionisti del credito che sappiano indicare la strategia giusta che aiuti a presentare la richiesta di mutuo con le maggiori possibilità di successo.

Per riuscire ad ottenere un mutuo bisogna pensare come una banca e sapere che le tre regole per accedere ad un buon finanziamento sono la storia creditizia del cliente, la sua solvibilità e le garanzie da offrire.

La banca per garanzie intende principalmente beni immobili di proprietà che possono essere dati in garanzia a fronte della concessione del mutuo.

Ma si possono far valere altre forme di garanzie per facilitare l’accesso al credito: ad esempio, le polizze assicurative individuali o familiari.

Ne esistono di diverso tipo: una di quelle più comuni è la polizza che in caso di infortunio o di malattia grave pensa ad estinguere il debito residuo.

Oppure, in caso di perdita involontaria dell’impiego, fa fronte all’impegno economico per tutta la durata della polizza.

A questo strumento si può anche affiancare una polizza che rimborsa le spese in forma forfettaria in caso di grande intervento chirurgico e consente di fare affidamento su una somma oltre l’indennizzo della rata a completa disposizione.

Il mercato immobiliare in USA, Cina e Italia

L’indice Msci Real Estate Global nell’ultimo mese ha guadagnato l’1,7%, portando a +3% la performance da inizio anno. Una buona parte del merito va agli Stati Uniti dove il mercato delle abitazioni sta mostrando buoni segnali di crescita.

Le vendite di case esistenti in Usa, a gennaio, sono salite dello 0,4% a 4,92 milioni di unità rispetto ai 4,9 milioni rivisti di dicembre. Il dato, comunicato dall’Associazione nazionale degli agenti immobiliari, è stato migliore delle attese degli analisti che avevano previsto un livello a 4,9 milioni. Su base annua le vendite risultano in aumento del 9,1%, a 4,51 milioni. Le vendite di nuove case, intanto, sono aumentate del 15,6% a gennaio. Si tratta dell’incremento più marcato da quasi vent’anni, superato da quello dell’aprile 1993. Il tasso annuo si attesta così a 437mila abitazioni, massimo dal luglio 2008, decisamente al di sopra delle 380mila previste dal mercato. Il prezzo medio per una casa nuova venduta in gennaio è stato di 226.400 dollari, il 2,1% in più rispetto al gennaio 2012.

La Cina prova a frenare. L’altro mercato che viene tenuto sotto osservazione è quello cinese. Una corsa eccessiva delle valutazioni, infatti, potrebbe portare il governo a misure restrittive che si rifletterebbero sull’intero andamento economico del paese e con effetti negativi sulla congiuntura globale. In questo senso le notizie che arrivano dalla Tigre sono preoccupanti. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, i prezzi delle abitazioni nel paese asiatico a gennaio sono saliti in 53 delle 70 città prese a campione. Un aumento che non si vedeva da aprile 2011.

A questo punto gli operatori danno per certo il lancio di un nuovo piano per controllare la crescita economica e anticipare una ripresa dell’inflazione. I segnali si sono già visti. Nei giorni scorsi la Banca popolare cinese ha drenato liquidità dal settore finanziario facendo seguito a un report di dicembre in cui l’istituto centrale sottolineava la necessità di controllare i rischi ed evitare che famiglie e imprese si indebitassero troppo.

L’Italia aspetta. Il mercato immobiliare italiano, intanto, ha altri problemi. Secondo l’ultimo sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia preparato dalla Banca d’Italia, nel quarto trimestre del 2012 i prezzi delle case hanno segnato un calo congiunturale secondo il 79,3% degli agenti immobiliari (74,8% nel sondaggio precedente). La quota di agenti che dichiarano di aver venduto almeno un immobile si è attestata al 64,4%. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, si riscontra una flessione di otto punti percentuali, contro il calo di 10 punti nella rilevazione dello scorso ottobre.

Per quanto riguarda l’orizzonte di medio periodo (due anni) le attese tornano a segnalare un modesto ottimismo, per la prima volta dal terzo trimestre del 2010: è aumentata sensibilmente la quota di operatori che si attende condizioni più favorevoli, contro una diminuzione della percentuale di quelli che riportano giudizi negativi (a 31,0 da 38,9). L’ottimismo appare più diffuso al sud e nelle isole.

Moratoria. Stop rata mutui, entro giovedì la richiesta alla banca. Ecco chi può sospendere il pagamento

Mutuiscade giovedì il termine per richiedere alla propria banca lasospensione per un anno dei pagamenti delle rate. Meccanismo noto come la moratoria sui mutui firmato fra le banche e l’associazione dei consumatori in tempo di crisi.

La procedura è applicabile ai mutui ipotecari destinati all’acquisto, costruzione o ristrutturazione della propria abitazione principale e vale sia per i prestiti concessi a tasso variabile sia per quelli a tasso fisso.

Secondo quanto stabilito dalle parti, gli eventi che permettono di usufruire della moratoria (la perdita del posto di lavoro o l’ingresso in cassa integrazione) devono essersi verificati entro il 31 dicembre del 2012.

Il Piano famiglie, che finora ha consentito ad oltre 82 mila nuclei disospendere il pagamento delle rate per un controvalore in termini di debito residuo di oltre 9,2 miliardi di euro, fissa ulteriori limiti per la concessione dello stop. Il primo: il ritardo del pagamento delle rate non deve superare i 90 giorni e la sospensione non può essere richiesta da chi ha già usufruito di uno stop. Il secondo: il mutuo non deve superare il valore di 150 mila euro e il contraente deve avere un reddito imponibile inferiore a 40 mila euro.

Se le clausole sono abbastanza restrittive, per motivi di concorrenza, alcuni istituti le hanno ammorbidite per attrarre nuove clientiBnl, per esempio, ha deciso di non applicare limiti di reddito o di importo nella moratoria, in cui include anche i prestiti personali, mentre Banca Popolare di Vicenza ha deciso di considerare anche sospensione delle rate più lunghe (fino a 18 mesi).

Fondo solidarietà mutui riattivato nel 2013

Il fondo solidarietà mutui 2013 sarà disponibile fino al suo completo esaurimento, con rate mensili di 50 euro, se la richiesta viene effettuata da famiglie in difficoltà, che devono acquistare una prima casa.

Attraverso l’accesso a questo fondo solidarietà mutui 2013, le famiglie italiane potranno sospendere le rate del mutuo.

Le modalità di richiesta al fondo solidarietà mutui 2013 sono contenuti sul sito del Dipartimento del Tesoro dove è presente una nuova modulistica per effettuare la richiesta. Sul sito si precisa che la sospensione delle rate dei mutui non comporta il pagamento di commissioni, viene accordato anche a chi ha già usufruito di sospensione precedentemente.

La sospensione può essere richiesta solo se: non ci sono ritardi nel pagamento delle rate, superiori a novanta giorni consecutivi, non sono in atto altre agevolazioni pubbliche,  e per i mutui che non abbiano presente nella propria stipula un’assicurazione a copertura relativa agli eventi citati nel comma 479.

Il Fondo solidarietà mutui era stato sospeso da cinque mesi, sarà riattivato nel 2013 e finanziato dal Ministro dello Sviluppo Economico. La sospensione potrà avvenire per un anno e sei mesi, e non oltre i diciotto mesi.

Le banche riceveranno il rimborso da parte del fondo ministeriale.

Qui sotto il link del sito: http://www.dt.mef.gov.it/it/news/fondo_solidarieta_prima_casa.html